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Un trend decennale

Il calo dei prestiti bancari alle piccolissime imprese è comunque un fenomeno che è iniziato un decennio fa e si è interrotto solo nel biennio 2020-2021.


Il trend

Questa breve inversione di tendenza, spiega la Cgia, è avvenuta grazie al governo Conte bis che, all’indomani dello scoppio della pandemia, istituì un Fondo di garanzia pubblico per promuovere la liquidità alle Pmi colpite dall’emergenza Covid. I dati sono i seguenti: se al 31 dicembre 2011 gli impieghi vivi alle imprese con meno di 20 addetti ammontavano a 171 miliardi (pari al 18,8 per cento del totale erogato alle imprese italiane), successivamente abbiamo assistito a una caduta verticale che si è fermata agli inizi del 2020 (116,3 miliardi di erogato pari al 18,1 per cento del totale). Nel biennio richiamato più sopra, lo stock ha invertito segno e ha raggiunto i 124 miliardi alla fine del 2021 (pari al 17,4 per cento del totale). Nell’ultimo anno, una volta esauritosi l’effetto “spinta” ascrivibile all’istituzione del fondo di garanzia pubblico, i prestiti sono tornati a scendere, toccando, al 31 dicembre 2022, la quota di 118,7 miliardi (pari al 16,9 per cento del totale erogato alle imprese). Va altresì segnato che se analizziamo l’andamento dei prestiti sempre alle piccolissime imprese su base trimestrale (rispetto allo stesso periodo dell’anno prima), pur tenendo

conto dei prestiti cartolarizzati e le cessioni diverse dalle cartolarizzazioni, le riclassificazioni, le rettifiche di valore intervenute nel periodo e le variazioni di cambio.


Negli ultimi 10 anni solo 7 trimestri su 40 monitorati hanno presentato una variazione positiva.

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