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La situazione di Messina

Racket e usura in provincia di Messina, il Commissario straordinario Nicolò: fondamentale denunciare.


La situazione

Sono in lieve calo nell'anno in corso le denunce per racket e usura nella provincia di Messina, rapportate agli anni 2021 e 2022. Il dato triennale, aggiornato fino al terzo trimestre di quest'anno, è emerso in prefettura nell'ambito del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presenziato dal Commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Maria Grazia Nicolò, convocato dal prefetto Cosima Di Stani per fare un punto di situazione sull'andamento dei due fenomeni nel territorio - con il contributo delle Forze dell'ordine, dell'autorità giudiziaria e delle associazioni antiracket e antiusura del territorio - oltre che per sensibilizzare su dinamiche non solo odiose ma antisociali.


Secondo i numeri della banca dati del Servizio di indagine interforze illustrati dal prefetto Di Stani, si registrano 84 denunce per estorsione nel 2023 a fronte di 128 nel 2021 e 118 nel 2022, mentre per quanto riguarda l'usura, non sono registrate denunce quest'anno (dato fermo a settembre), quando sono state 8 nel 2021 e 3 nel 2022.


Il numero esiguo di denunce, hanno sostenuto i procuratori della Repubblica di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, fa auspicare una maggior consapevolezza e una maggiore "tensione" civica, per l'aumento delle quali è fondamentale l'azione delle associazioni, che sono punti di riferimento per le vittime sul territorio e che proprio per questo il prefetto Di Stani ha voluto ringraziare aprendo la riunione «per la loro opera di sensibilizzazione e per la loro azione di cittadinanza attiva», invitandole a proseguire nella loro attività.


È infatti la sinergia fra lo Stato, in tutte le sue articolazioni, e le forze sociali lo strumento principale per contrastare i fenomeni del racket e dell’usura, ha sottolineato il Commissario straordinario Nicolò osservando come grazie a questa sinergia se da un lato si lavora sul fronte della repressione da parte dell’autorità giudiziaria e delle Forze dell’ordine, dall’altro si rafforza la prevenzione a tutela delle vittime attraverso il supporto dello Stato.


Un supporto concreto, ha ricordato ancora il Commissario antiracket e antiusura, rappresentato dai benefici economici dal Fondo di solidarietà erogati dal Comitato di solidarietà per le vittime di racket e usura a chi denuncia.


In provincia di Messina le istanze di accesso al Fondo sono state, per quanto riguarda il reato di estorsione, 5 nel 2021, 7 nel 2022 e 2 nell’anno ancora in corso, mentre, per quanto riguarda il reato di usura, sono state 7 nel 2021, 3 nel 2022 e ancora nessuna nel 2023. Passando invece a quanto deliberato dal Fondo nello stesso triennio a favore di soggetti che hanno presentato istanza nella provincia di Messina, ha detto ancora il prefetto Nicolò, sono stati, complessivamente, per il reato di estorsione, 191.474 euro nel 2021, 1 milione e 651 nel 2022, 200.416 nel 2023, mentre, per il reato di usura, sono stati deliberati 94.533 euro nel 2021 e € 7.264,00 nell’anno 2023.


La denuncia da parte delle vittime rimane "il principale strumento di affrancamento dalla criminalità organizzata e volano per lo sviluppo di un’economia libera", ha ribadito il commissario straordinario Nicolò, ricordando a sua volta il ruolo fondamentale anche dell’attività solidaristica delle associazioni antiracket e antiusura, che spesso si costituiscono anche parte civile nei processi intentati grazie alla denuncia delle vittime, e che il prefetto ha invitato a promuovere ancora di più tra gli imprenditori il tema dell’importanza di denunciare.


Un invito raccolto e condiviso dai rappresentanti del mondo associativo presenti, che hanno anche segnalato il tema del timore dell'isolamento sociale e di ritorsioni criminali alla base, a volte, della rinuncia a denunciare

Circa 2 milioni e 145mila euro dallo Stato nel 2021-23 alle vittime che lo hanno fatto. Importante la sinergia con le associazioni.
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