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La Carta di Potenza

Aggiornamento: 1 dic 2023

"Carta della legalità" a Potenza per un impegno ancora più forte contro racket e usura.


L'accordo

Il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Maria Grazia Nicolò e il prefetto di Potenza Michele Campanaro hanno presenziato, nella sala consiliare della sede della provincia, alla firma della "Carta della legalità", sottoscritta dal presidente dell'amministrazione provinciale Christian Giordano, dai sindaci di 34 comuni del potentino e dal presidente della fondazione nazionale antiusura “Interesse Uomo onlus”, don Marcello Cozzi.


La presenza, tra gli altri, del Commissario straordinario del governo e del rappresentante del governo sul territorio evidenziano l'importanza del documento, che imprime ancora più forza all'azione di prevenzione e contrasto al racket e all'usura da parte delle istituzioni e della società civile.


Aderendo alla Carta della legalità, infatti, i sindaci si impegnano ad adottare una serie di iniziative sia di sensibilizzazione che di supporto alle vittime, per le quali spesso la denuncia è un passo difficile. Tra le iniziative dei comuni previste dalla carta:

  • la costituzione di parte civile da parte degli amministratori nei processi di mafia in cui i reati di estorsione e di usura si configurano come "reati-fine";

  • la previsione di esonero dal pagamento dei tributi locali a favore degli operatori che decidono di eliminare le slot presenti nei propri locali commerciali e delle vittime che hanno deciso di denunciare;

  • la realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione locali, coinvolgendo associazioni e settori produttivo-commerciali;

  • l’inserimento, sui propri siti web, di link informativi;

  • l’individuazione e la segnalazione, attraverso i servizi sociali, dei soggetti a rischio usura a causa sovraindebitamento alle associazioni e fondazioni registrate.

La Carta della legalità rientra tra le iniziative messe in campo in provincia dopo l'aggiornamento, a novembre 2022, del “Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione nella regione Basilicata”. In questo contesto, nel suo intervento di apertura dei lavori, il prefetto Campanaro ha messo in luce il ruolo di stimolo affidato agli osservatori regionale e provinciali costituiti dopo la sottoscrizione dello stesso protocollo, che «è sempre aperto all’adesione di tutti i soggetti, pubblici e privati, che manifestano interesse ed impegno alle finalità dallo stesso perseguite», ha sottolineato.


"L'ampliamento odierno alla rete dei sindaci consente di fare un importante salto di qualità nell’azione di prevenzione e contrasto, avvicinando le vittime di fenomeni usurai ed estorsivi ai veri gangli periferici, che sono appunto le nostre amministrazioni locali. Sappiamo bene che estorsione ed usura sono fenomeni a basso tasso emersivo, come dimostrano i dati anche qui a Potenza delle denunce e delle richieste di accesso ai fondi», ha proseguito il prefetto, ricordando che «occorre lavorare tutti insieme, sindaci inclusi, per consentire alle vittime di recuperare il sentimento di fiducia, di non sentirsi abbandonate e di denunciare, invertendo decisamente la rotta attuale".


I numeri della banca dati del Servizio di indagine interforze, illustrati dal prefetto Campanaro, dicono infatti che nella provincia di Potenza si sono registrate 7 denunce per usura in 4 anni (0 denunce nel 2019, 3 nel 2020, 2 nel 2021 e altrettante nel 2022 più una denuncia a fine settembre 2023), mentre le denunce per estorsione sono state 46 nel 2019, 50 nel 2020, 51 nel 2021, 30 nel 2022 e 28 da inizio 2023. Dal 2020 non si registrano richieste di accesso ai Fondi di solidarietà.


Dati che si riallacciano al tema del supporto alle vittime, dell'urgenza di non abbandonare chi si trova in balia dei circuiti illeciti, richiamata dal Commissario straordinario Nicolò nel suo intervento. "È determinante un cambiamento radicale di approccio e di mentalità, per poter cogliere a fondo il valore etico e morale della denuncia, quale strumento di affrancamento dalla criminalità organizzata che consente di riappropriarsi della propria libertà. Iniziative come quelle di oggi confermano che lo Stato è sempre presente, in tutte le sue articolazioni", ha detto il prefetto Nicolò, annunciando che presto sarà inviato ai prefetti delle province italiane un vademecum elaborato dall’Osservatorio nazionale con l’indicazione di tutte le opportunità, in termini di ristoro, previste per le vittime che decidono di presentare denuncia.


Attenzione alle vittime e alla prevenzione nel documento firmato dai sindaci in presenza del commissario straordinario e del prefetto.
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